lunedì 22 dicembre 2008
Nocera Terinese. La storia è per pochi
martedì 9 dicembre 2008
Reperti archeologici nel corso dei lavori sull'A3
Il punto - evidenzia il sindaco - è che nessuno, a partire dalla Soprintendenza abbia sentito il dovere di avvertire il comune che, d'altra parte non ha la possibilità di intervenire e di valutare se addirittura sia o no il caso di bloccare i lavori in corso per qualche giorno. In ogni caso vorrei tranquillizzare la cittadinanza nocerese nel senso che saremo vigili ed attenti e che certamente non ci faremo portare via i reperti per poi vederli fra qualche tempo magari esposti a Reggio Calabria o a Cosenza, senza che tutto questo sia servito a valorizzare il territorio di Nocera dal punto di vista del suo alto valore archeologico».Infine lancia «un appello alla sensibilità di chi in questo momento sta seguendo i lavori di scavo affinché si possa creare immediatamente una sinergia ed una collaborazione tesa esclusivamente a non disperdere, ancora una volta, quel patrimonio culturale che, in primo luogo, appartiene alla nostra cittadina.
Al di la di questo - conclude - ribadisco che siamo pronti ad assumere un impegno diretto per fare chiarezza su tutta la vicenda, e nel merito organizzeremo iniziative ed incontri ai quali saranno in primo luogo tutti i cittadini noceresi che hanno il sacrosanto diritto di essere correttamente informati su quanto accade nel proprio territorio».
lunedì 8 dicembre 2008
Mario Laporta - Immagini rituali. Penitenze e tradizioni.
TATANTO - GALLERIA COMUNALE - CASTELLO ARAGONESE - Piazza Castello (74100)
dal 6 dicembre 2008 al 20 dicembre 2009
Autore delle 35 immagini sui riti religiosi dell'Italia meridionale e' Mario Laporta, 48 anni, giornalista e reporter napoletano che ha viaggiato in tutto il mondo e che, questa volta, prova a scoprire le emozioni e le motivazioni della penitenza all'inizio del secondo millennio.
patrocini: Assessorato alla Cultura del Comune di Taranto in collaborazione con l'Assessorato al Mediterraneo - Regione Puglia.
lunedì 1 dicembre 2008
Spunta tomba con scheletro durante i lavori sull’autostrada
Una tomba con dentro lo scheletro, senza cranio, forse un guerriero decapitato e un grosso medaglione insieme ad altri reperti archeologici sarebbero stati rinvenuti in località Timpa delle Vigne, nei pressi del fiumeGrande e del torrente Sciabica, dove a cura dell'Anas si stanno svolgendo i lavori di ammodernamento
del macrolotto 4b sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, presso lo svincolo di Falerna, da parte della ditta
Pizzarotti di Parma, insieme alla Cossi Costruzioni e la Sogelma.
Il tracciato da ammodernare interessa i comuni di Altilia Grimaldi e Aiello Calabro, nella provincia di Cosenza, e di Martirano Lombardo, San Mango D'Aquino, Nocera Terinese e Falerna, nella provincia di Catanzaro. I lavori, che prevedono la realizzazione di due corsie di marcia per carreggiata, da 3,75 metri
ciascuna, e di una corsia di emergenza di 3 metri, interessano parti in viadotti e parti in galleria.
Proprio a ridosso di una di queste gallerie, sembra 7 o 8 giorni fa, secondo indiscrezioni trapelate solo ora, ci sarebbe stato il ritrovamento che potrebbe riaprire il largo dibattito sulle origini della città di Terina, e sulla questione della localizzazione delle antiche città magnogreche, come evidenziate nella ricerca
“Terina, Temesa, Nucria, ieri, oggi, domani” del nocerese Adriano Macchione.
Unritrovamento di grande rilievo, se veritiero, perchè lo scheletro senza teschio potrebbe avere qualche significato, che si trattasse non di un personaggio qualsiasi ma diqualcunosconfitto e oltraggiato oltre la morte con la decapitazione, e poi con un medaglione (altri dicono cinturone).
Oltre allo scheletro, nei pressi del fiume Grande in una zona che nel libro di Macchione è descritta come di grande importanza storica, pare siano affiorati una statuetta emolti altri reperti che si dice siano conservati in una baracca (?) allestita nei pressi del cantiere con la sicurezza equivalente a zero. Altre voci, invece, affermano che i reperti siano stati trasferiti in diverse località o Reggio Calabria o Cosenza. Ma su tutto ciò c'è un riserbo totale da parte delle autorità.
Forse si teme che possano rimanere bloccati i lavori di ammodernamento della autostrada, in un punto nevralgico della circolazione stradale Nord-Sud.
Insomma tra i cittadini si fanno largo tante domande senza risposta: dove sono finiti i reperti? E se sono finiti in un posto anziché in un altro, perché questa destinazione? Si parla infatti del Museo di Reggio per lo scheletro.
martedì 25 novembre 2008
L’olio di Nocera alla tavola dei Kennedy a New York
L’olio di Nocera alla tavola dei Kennedy a New York
di RAFFAELE SPADA tratto da "il Quotidiano della Calabria" di Marted' 25 Novembre 2008
marchesa De Luca, sotto il marchio Calabriadorata di Nocera Terinese,
ideato per l'esportazione dei propri prodotti agricoli all'estero,
è stato utilizzato per arricchire la cena preparata da chef
di fama internazionale ed ha avuto l'onore di essere fra gli sponsor
della serata lo scorso 19 novembre, organizzata dalla fondazione
"Robert Fitzgerald Kennedy" che si batte da tempo in tutto il mondo per
il rispetto dei diritti umani, condotta egregiamente dalla
signora Kerry Kennedy, figlia del senatore assassinato, in occasione
del giorno in cui il famoso ponte di New York, il Triborough Bridge, è stato intitolato alla
sua memoria.
Un gran galà di beneficenza di 1000 invitati, che hanno
sborsato una cifra minima di 1000 dollari a testa, organizzato al
Chelsea Piers ha concluso le celebrazioni. Presenti, oltre alla stessa
famiglia Kennedy al completo, la ex first lady Hillary Clinton, il
tenace arcivescovo Desmond Tutu ed il famoso produttore musicale Clive
Davis. In lista sulla lunga passerella diverse celebrità di
Hollywood impegnate sul fronte dei diritti umani e della giustizia tra
cui Mia Farrow, Alec Baldwin, Glenn Close, Debra Winger e la
protagonista di "Sex & the City" Sarah Jessica Parker.
Attesissimo Andrea Bocelli, chiamato per concludere la serata con
l'esecuzione di "Ave Maria" di Schubert e "My Way". Per Calabriadorata
di Nocera Terinese era presente Massimiliano Tocci, l'erede della
marchesa De Luca, il quale ha donato ai partecipanti una bottiglia del
prezioso olio calabrese, che, grazie a questo evento è
entrato nelle case di famose famiglie d'oltreoceano.
«Voglio condividere questa gioia con tutti i noceresi,
sperando che ciò stimoli il settore agricolo nocerese per
puntare in alto e sempre al meglio», ha concluso Tocci.
domenica 14 settembre 2008
L’ultimo saluto a Francesco
Nocera Terinese. Donati i suoi organi. Ricordato per la generosità e la passione per la musica
L’ultimo saluto a Francesco
I funerali del giovane deceduto dopo un incidente
di SILVIA IACHETTA
NOCERA TERINESE - Nocera piange il suo amato Francesco.
Lo fa in silenzio, accompagnandolo da via Santa Caterina fino alla chiesa San Giovanni Battista. Sono i suoi più cari amici che lo portano in spalla. Un piccolo segno di riconoscimento per tutto quello che Francesco Macchione ha fatto per loro. Indossano una maglia bianca, segno di purezza, ma anche di luce, di rinascita.
Perché se la vita di questo giovane ventiduenne si è spezzata in un reparto di rianimazione dell'ospedale “Pugliese” di Catanzaro, lui continuerà a vivere sempre e comunque nell'animo e nel cuore di chi ha avuto l'onore di conoscerlo.
Francesco era un ragazzo veramente speciale, lo si è potuto capire anche dall'incredibile folla di personeche è venuta a salutarlo per l'ultima volta. Cittadini di Nocera, ma anche di Falerna, di Campora San Giovanni, di tanti altri paesi limitrofi. Difficile dire quanta gente c'era, la chiesa piena, la piazza adiacente piena, ovunque c'era qualcuno a ricordare la sua umiltà. Francesco aveva un'infinità di pregi, ma soprattutto
era generoso e sempre disponibile con chiunque.
Anche in questo momento tragico, tutti quelli che lo hanno conosciuto amano ricordarlo con un sorriso sulle labbra, perché di lui non hanno che dei bei ricordi. Come la sua passione per la musica, in particolar modo per la fisarmonica. Si era laureato al Conservatorio ed era diventato un ottimo insegnante. Nessuno ha dimenticato la sua splendida esibizione durante la Notte Bianca a Nocera. Anche i suoi amici, durante la celebrazione della Santa Messa, hanno menzionato questo suo grande amore che trasmetteva anche agli altri. La musica e la Fiat 500 vecchio tipo. Questa era l'altra sua passione. Era riuscito a comprarsela due anni fa, come ha raccontato la sua dolce sorella, e ne andava fiero. Purtroppo proprio in questa macchina così piccola ha trovato la morte. Travolto da un'altra vettura, violentemente, mentre era con i suoi amici con l'intento di trascorrere una serata piacevole, spensierata.
«Ma come si può morire a 22 anni?» si chiede una sua cara amica. Già, come si può? Forse perché il Signore, come si è più volte spiegato durante la funzione religiosa, vuole con se i fiori più belli, vuole con se solo angeli, persone meravigliose come Francesco. Ma forse questo non basta come spiegazione. Non ora
che il dolore è così acuto, così lacerante, ora che la sua mancanza è così forte. Lui è stato così speciale da
aver lasciato qualcosa di se, su questa terra, anche dopo la sua assenza. Proprio la sua scomparsa hasalvato tante altre vite. I suoi occhi, infatti, continueranno ancora a vedere, parti del suo corpo continueranno a vivere in altri corpi. I genitori hanno compiuto, pur in quest'immensa sofferenza, un gestounico, profondamente ammirevole, hanno donato gli organi del loro amatissimo figlio.
Non ci sono veramente parole per descrivere la bontà di questa famiglia, che tutti descrivono comepersone umili, amabili, sempre dediti al prossimo. Non è facile sacrificare quella sorte di “egoismo” che in questi casi potrebbe nascere. Loro lo hanno fatto, per dare la possibilità ad altre famiglie di essere felici.
È lodevole il loro coraggio e il loro altruismo e dovrebbe essere da esempio a tutti. Donare gli organi non è una decisione facile da prendere, ma può salvare altre vite e potremmo ritrovarci noi un giorno ad averne bisogno.
È un atto di carità che nel forte dispiacere può dare una piccolissima gioia, quella di aver salvato più di una persona, magari altrettanto giovane come il proprio figlio. Forse sentiremo ancora Francesco suonare la sua fisarmonica, lo farà dal cielo, per allietare le serate dei suoi amici, per dare coraggio ai suoi familiari.
Sarà sempre presente a Nocera e nella sua contrada Campodorato, sarà presente nei discorsi della gente, nei loro ricordi, nei loro sorrisi.
Vivrà sempre e il suo modo di essere, così dolce e cordiale, sarà di esempio quotidianamente a tutti.
Questo è solo un arrivederci.
venerdì 12 settembre 2008
Inutili le cure a Catanzaro Dopo una settimana muore il giovane coinvolto nell’incidente di Campora
Nocera Terinese. Inutili le cure a Catanzaro
Dopo una settimana muore il giovane coinvolto nell’incidente di Campora
NOCERA TERINESE- L'ennesima tragedia, un'altra giovane vita stroncata sulla strada.
Non è riuscito a scampare alla morte il giovane Francesco Macchione, deceduto ieri dopo una settimana di sofferenze all'ospedale di Catanzaro.
L'incidente era avvenuto nei pressi di Campora San Giovanni il 3 settembre scorso, quando tre ragazzi, tutti di Campo Dorato, si erano recati nella zona in occasione dei festeggiamenti per la festa patronale. Ma il giorno di festa per i tre giovani si è tramutato in tragedia.
Mentre si recavano a Campora per trascorrere una serata tra amici, il fato ha fatto sì che quella tranquilla serata di fine estate si trasformasse in tragedia: a bordo della piccola Fiat 500 vecchio tipo, i tre ragazzi sono stati violentemente tamponati da un Fiat Fiorino.
A distanza di circa una settimana di sofferenze, lottando tra la vita e la morte, non c'è la fatta Francesco Macchione, il giovane di 23 anni, coinvolto di quel tragico incidente.
Il giovane è deceduto ieri presso l'ospedale civile di Catanzaro.
Una triste notizia che ha portato sconforto tra la popolazione non solo nella contrada di Campo Dorato, dove il giovane
era residente, ma anche nei comuni limitrofi, a Nocera Terinese e Falerna dove tutti conoscevano Francesco.
Tutti si sono stretti vicino alla famiglia, ma perdite simili sono difficili da colmare.
I continui incidenti che seminano morte e lasciano disperazione dovrebbero sensibilizzare tutti ad essere più prudenti nella guida, nonché le istituzioni a rendere le strade più sicure.
Gb.m.
martedì 20 maggio 2008
Terina, Temesa e Nucria alla fiera del libro di Torino
Si tratta di un lusinghiero riconoscimento per la paziente opera certosina dell'autore nocerese autodidatta, Adriano Macchione, al quale dopo la pubblicazione sono giunte numerosi attestati di stima da diverse parti dell'Italia e dell'Europa. tra cui la Germania, la Francia e la Sicilia, e finanche dall'Australia; insieme al Premio per la cultura e la poesia di S. Mango d'Aquino, conferitogli lo scorso anno.
Segno della vasta eco che "Terina, Temesa e Nucria" di Adriano Macchione ha suscitato tra i lettori ed i cittadini interessati a conoscere più in profondità la storia archeologica del territorio lametino, di cui Terina e Temesa fanno parte integrante e affondano le radici nella storia millenaria, e che in verità meriterebbe una maggiore attenzione, da parte delle autorità politiche e culturali della regione e del ministero dei beni culturali. Una storia che ci appartiene e dalla quale non possiamo staccarcene perché costituisce la nostra identità più profonda.
Purtroppo la cronaca quotidiana non fa che registrare l'opportunismo di coloro che animati da altri interessi si allontanano dalla passione verae disinteressata verso la cultura e la storia.
"Terina, Temesa e Nucria" di Adriano Macchione si colloca nel solco della ricerca personale di chi vuole approfondire con i suoi strumenti fatti storici antichi, che si perdono nella notte dei tempi, che però andrebbero scandagliati con maggiore impegno culturale ed economico cia parte di quelle autorità che dall'alto stabiliscono a volte con fare censorio e autoreferenziale alcune verità acquisite per sempre, verrebbe da dire "per omnia secula seculorum".
mercoledì 30 gennaio 2008
Il volume di don Mete alla Sapienza
La presentazione del libro di Don Maurizio Mete, “La pedagogia dell'amore”, ha avuto un successo quasi inaspettato. Al di là della presenza all'interno della sala teatro del Centro socio culturale, c'è chi ha voluto ulteriormente esprimere gratitudine al parroco attraverso il sito www.noceraterinese.it.
«Onore e gloria immensa - scrive un cittadino soprannominano “il Terineo” - al nostro amatissimo sacerdote, all'imminente Vescovo e futuro Cardinale Don Maurizio Mete».
La dimostrazione di profondo affetto scaturisce poi in una proposta rivolta a chi di competenza, ovvero distribuire il libro di Don Maurizio «ai 100 studenti ed ai 40 professori dell'università “La Sapienza” di Roma che hanno fatto di tutto per “scacciare” il Papa in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico, e al Magnifico Rettore di tale Università affinché provveda ad ottemperare a tanto».
Incita poi ad una profonda lettura per giungere all'essenza di ciò che è consacrato nel libro medesimo, «quella essenza le cui radici il nostro buon Don Marzio le ha introitate, bevute avidamente, non in una università cattolica bensì nell'Università della Calabria». Sembra proprio che gli insegnamenti di Don Bosco, tanto seguiti da Don Maurizio, abbiano dato dei buoni frutti.
L'amore e la dolcezza che il parroco ha sempre dimostrato ai suoi fedeli sono stati ben recepiti da questi che non perdono occasione per ricambiare l'affetto.
s.i.
domenica 6 gennaio 2008
ecco il nuovo Scamarcio
"Spesso sono stati girati film in Calabria e non si sono utilizzati attori del posto. Noi invece siamo convinti che ci siano ottimi attori nella nostra regione e che debbano essere valorizzati. Condivido la linea dell'altra produttrice, Patrizia Talarico: bisogna lottare per la Calabria".
"L'intenzione è quella di farlo conoscere anche ai tanti emigrati calabresi sparsi in Italia. Questo è uno spettacolo che nasce dai percorsi spirituali dei singoli, quasi una missione, quindi deve essere aperto anche a realtà diverse da quella calabrese".
"Sì nella fiction interpreterò il ruolo di un avvocato e per me è la prima volta. Il contesto è diverso, ma il mio approccio al lavoro è sempre lo stesso. Ho iniziato questo mestiere a 9 anni e ho la stessa passione di allora. Mi considero un po' un soldato della recitazione nel senso che vado, faccio il mio dovere e poi torno a casa in attesa del prossimo impegno".
"Un'esperienza molto positiva. La fiction era stata scritta da Costanzo, alla regia c'era Samperi e il cast era composto da attori come Nancy Brilli, Lorenzo Flaherty e Rossella Falck. Io interpretavo il ruolo di Rocco, l'amante di Nancy Brilli e lavorando fianco a fianco ho avuto modo di apprezzare la sua professionalità. Gli otto milioni di telespettatori che hanno seguito la fiction hanno ripagato il nostro lavoro".
"Due esperienze diverse anche perché i ruoli erano molto differenti. In A voce alta interpretavo un malavitoso e la serie era ispirata a una storia vera. La coda del serpente raccontava invece storie di amori contrastati. In comune queste due esperienza hanno la professionalità delle persone con cui ho lavorato".
"Ho dei progetti, ma li voglio valutare con molta calma. All'inizio avevo l'entusiasmo di accettare tutto o quasi, ora ritengo di dover fare delle valutazioni. Come un motore diesel è meglio partire piano, poi il lavoro svolto con serietà paga sempre".
INTERVISTA PUBBLICATA SU TISCALI.SPETTACOLO
http://spettacoli.tiscali.it/articoli/07/08/02/alessandro_pess_intervista.html