martedì 20 maggio 2008

Terina, Temesa e Nucria alla fiera del libro di Torino

Da il Quotidiano di Domenica 18 maggio 2008


"TERINA, Temesa e Nucria" di Adriano Macchione è stata tra i volu­mi che la casa editrice La Città del So­le ha inserito nell'elenco dei testi di attualità alla 21/ma edizione della Fiera del Libro di Torino, al fianco di autorevoli titoli e autori, nello stand della Regione Calabria, coordinato da Gilberto Floriani, direttore del Si­stema Bibliotecario Vibonese.
Si tratta di un lusinghiero ricono­scimento per la paziente opera certo­sina dell'autore nocerese autodidat­ta, Adriano Macchione, al quale dopo la pubblicazione sono giunte nu­merosi attestati di stima da diverse parti dell'Italia e dell'Europa. tra cui la Germania, la Francia e la Sicilia, e finanche dall'Australia; insieme al Premio per la cultura e la poesia di S. Mango d'Aquino, conferitogli lo scorso anno.
Segno della vasta eco che "Terina, Temesa e Nucria" di Adriano Mac­chione ha suscitato tra i lettori ed i cittadini interessati a conoscere più in profondità la storia archeologica del territorio lametino, di cui Terina e Temesa fanno parte integrante e af­fondano le radici nella storia mille­naria, e che in verità meriterebbe una maggiore attenzione, da parte delle autorità politiche e culturali della regione e del ministero dei beni culturali. Una storia che ci appartie­ne e dalla quale non possiamo staccarcene perché costituisce la nostra identità più profonda.
Purtroppo la cronaca quotidiana non fa che registrare l'opportuni­smo di coloro che animati da altri in­teressi si allontanano dalla passione verae disinteressata verso la cultura e la storia.
"Terina, Temesa e Nucria" di Adriano Macchione si colloca nel sol­co della ricerca personale di chi vuo­le approfondire con i suoi strumenti fatti storici antichi, che si perdono nella notte dei tempi, che però an­drebbero scandagliati con maggiore impegno culturale ed economico cia parte di quelle autorità che dall'alto stabiliscono a volte con fare censorio e autoreferenziale alcune verità ac­quisite per sempre, verrebbe da dire "per omnia secula seculorum".

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