NOCERA TERINESE - Ancorainterrogativi sui ritrovamenti archeologici in località Timpa delle Vigne, da parte di uno storico escrittore come Armando Orlando, il quale sollecita la Soprintendenza a sciogliere il silenzio su Nocera e su
Terina. La notizia del ritrovamento di una tomba e di unoscheletro senza cranio, forse di un guerriero decapitato,come anticipato dal Quotidiano, nonché di un grossomedaglione e di altri reperti archeologici risalenti presumibilmente al IV-V secolo A.C., rinvenuti in località Timpa delle Vigne,nei pressi del fiume Grande e del torrente Sciabica, durante i lavori di ammodernamento del tratto autostradale tra gli svincoli di San Mango d'Aquino e di Falerna, ripropone la ricercadel sito dell'antica città magnogreca di Terina, condensata nel libro “Terina Temesa Nucria” di AdrianoMacchione. Della necropoli in località Fabiano, poco più a nord diTimpa delle Vigne, secondo testimonianzedel 1829 (l'essersi ritrovato nel cosi detto Piano di Fabiano un vasto e antichissimo cimitero, e moltissimi sepolcri particolari…); del sepolcro scoperto il 1970 in una campagna di S. Aloi (vicino Fabiano) e distrutto nel corso dei lavori di scavo, ad eccezione di una lucerna; delle tracce di un antico acquedotto affiorate lungo la vallata destra del fiume Casale, per portare l'acqua sul Piano di Tirena. Lo storico e scrittore Armando Orlando interviene così sulla presunta tomba del IV-V secolo a.C., rinvenuta in un territorio compreso tra gli svincoli autostradali di Falerna e San Mango, all'interno del quale il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio ed il Ministero per i Beni e le Attività culturali collocano «l'area archeologica di Terina, i
n Comune di Nocera Terinese, sottoposta a vincolo diretto e indiretto ai sensi della legge sulla tutela delle cose d'interesse artistico o storico ». «Ci hanno detto che Terina non è più nel territorio di Nocera Terinese, ma nella piana di Sant'Eufemia, che Mamertum non è più a Martirano ma ad Oppido Mamertina e che la miticacittà fondata da Cleta non è più sulterritorio di Cleto ma di Caulonia, come cittadino calabrese ecome studioso sono consapevole che è difficile stabilire delle certezze, osserva ancora Orlando, perché allora provvedimenti ministeriali del 2002 parlano di “area archeologica di Terina nel comune di Nocera Terinese” ed invece un cartello stradale indica gliscavi archeologici di Terina lungo un rettifilo di Sant'Eufemia? In base a quali elementi si indica il sito di Sant'Eufemia Vetere e non più il Piano della Tirena?» Ed ancora. «Secondo la professoressa Giovanna De Sensi Sestito tutti i ripostigli dell'area di Sant'Eufemia hanno restituito monete di Terina più di ogni altro posto della Calabria, mentre Adriano Macchione scrive che nei ritrovamenti di monete nell'area di Sant'Eufemia la grande assente è proprio Terina, sottolinea Orlando, tutto ciò si verifica pure con il deposito del 1974, scoperto addirittura in località Iardini di Renda, nelle vicinanze del sito lametino ritenuto come quello in cui sorgeva Terina». Insomma gli chiediamo coma fa il cittadino, il turista, il visitatore a districarsi inquesto ginepraio a cui manca la versione ufficiale e definitiva, che dicono non arriva perché mancano i fondi necessari per ulteriori scavi? «Scegliere fra una tesi e l'altra non è agevole, restano però i ritrovamenti, gli indizi; ed è di questo bisogna parlare sui giornali, nei dibattiti, negli incontri pubblici, risponde Orlando, bisogna insistere presso la Soprintendenza e presso il Ministero dei beni archeologici, bisogna parlare di ciò che viene alla luce, perché solo così si prosegue il cammino lungo la strada che porta alla verità, e come dicono gli studiosi, la “prova definitiva” non c'è ancora». Secondo Orlando oggi questo cammino ci conduce sul Piano di Tirena, perché questa strada è indicata dalla storia, dai libri antichi, dalle mura, dagli acquedotti, dal passaggio della Via Popilia. Domani vedremo. Le domande non finiscono mai, ed Orlando si chiede ancora che fine faranno la tomba e gli altri reperti archeologici rinvenuti pochi giorni addietro nel corso dei lavori di ammodernamento dell'autostrada? Tutti, a questo punto, siaugurano «un intervento più deciso, e non burocratico, da parte degli amministratori locali».
lunedì 22 dicembre 2008
Nocera Terinese. La storia è per pochi
Scritto da RAFFAELE SPADA - Il Quotidiano della Calabria 21/12/2008
martedì 9 dicembre 2008
Reperti archeologici nel corso dei lavori sull'A3
Il primo cittadino sottolinea che da settimane ormai, a Nocera Terinese, si parla di un importante ritrovamento archeologico avvenuto nel contesto dei lavori in corso per il rifacimento della corsia Nord dell'autostrada Salerno Reggio Calabria. «Effettivamente - spiega - in via ufficiosa siamo venuti a conoscenza del ritrovamento di alcune tombe e di una, in particolare, contenente uno scheletro decapitato nonché di un cinturone risalente al terzo secolo a.C. Potrebbe trattarsi dunque di un guerriero risalente all'era dei Brezi il che potrebbe aprire un fronte importante dal punto di vista del dibattito annoso sull'esatta localizzazione delle antiche città greche in quest'area ed in quella lametina. Si parla anche - aggiunge - del ritrovamento di alcune statuine e di altri importanti reperti che sarebbero, sempre in via ufficiosa, custoditi in un deposito a disposizione della Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria sito a Grimaldi in provincia di Cosenza in attesa, sembra , di essere trasferito a Reggio Calabria per essere pulito ed esaminato. Si tratta di notizia che io come sindaco ho appreso senza però avere alcuna comunicazione ufficiale nè da parte dell'equipe di archeologi che presidia i lavori, né dalla stessa Soprintendenza.
NOCERA TERINESE - Il sindaco di Nocera Terinese, Luigi Ferlaino, interviene sui recenti ritrovamenti archeologici assicurando che l'amministrazione comunale si interesserà direttamente della situazione.Eppure - va avanti - mi sembra che in questi casi le istituzioni locali dovrebbero essere avvertite soprattutto quando sono in corso scavi dai quali vengono fuori reperti così importanti. Questa amministrazione comunale del resto ha sempre prestato molta attenzione alla questione archeologica essendo, com'è noto, Nocera Terinese un sito molto interessante da questo punto di vista. Solo l'anno scorso infatti sono stati effettuati, per la seconda volta, da parte dell'Università Federico II di Napoli, importanti saggi archeologici sul Pianoro della Tirena ed i risultati, al di la delle solite e storiche controversie sulla localizzazione dell'antica città di Terina piuttosto che di Temesa, si sono rivelati di grande interesse storico. A questo proposito sembra che i ritrovamenti dei giorni scorsi, localizzati esattamente difronte al Pianoro diano ulteriore conferma di quanto l'area di Nocera Terinese sia una zona archeologica di grande interesse.
Il punto - evidenzia il sindaco - è che nessuno, a partire dalla Soprintendenza abbia sentito il dovere di avvertire il comune che, d'altra parte non ha la possibilità di intervenire e di valutare se addirittura sia o no il caso di bloccare i lavori in corso per qualche giorno. In ogni caso vorrei tranquillizzare la cittadinanza nocerese nel senso che saremo vigili ed attenti e che certamente non ci faremo portare via i reperti per poi vederli fra qualche tempo magari esposti a Reggio Calabria o a Cosenza, senza che tutto questo sia servito a valorizzare il territorio di Nocera dal punto di vista del suo alto valore archeologico».Infine lancia «un appello alla sensibilità di chi in questo momento sta seguendo i lavori di scavo affinché si possa creare immediatamente una sinergia ed una collaborazione tesa esclusivamente a non disperdere, ancora una volta, quel patrimonio culturale che, in primo luogo, appartiene alla nostra cittadina.
Al di la di questo - conclude - ribadisco che siamo pronti ad assumere un impegno diretto per fare chiarezza su tutta la vicenda, e nel merito organizzeremo iniziative ed incontri ai quali saranno in primo luogo tutti i cittadini noceresi che hanno il sacrosanto diritto di essere correttamente informati su quanto accade nel proprio territorio».
Fonte: gazzettadelsud.itIl punto - evidenzia il sindaco - è che nessuno, a partire dalla Soprintendenza abbia sentito il dovere di avvertire il comune che, d'altra parte non ha la possibilità di intervenire e di valutare se addirittura sia o no il caso di bloccare i lavori in corso per qualche giorno. In ogni caso vorrei tranquillizzare la cittadinanza nocerese nel senso che saremo vigili ed attenti e che certamente non ci faremo portare via i reperti per poi vederli fra qualche tempo magari esposti a Reggio Calabria o a Cosenza, senza che tutto questo sia servito a valorizzare il territorio di Nocera dal punto di vista del suo alto valore archeologico».Infine lancia «un appello alla sensibilità di chi in questo momento sta seguendo i lavori di scavo affinché si possa creare immediatamente una sinergia ed una collaborazione tesa esclusivamente a non disperdere, ancora una volta, quel patrimonio culturale che, in primo luogo, appartiene alla nostra cittadina.
Al di la di questo - conclude - ribadisco che siamo pronti ad assumere un impegno diretto per fare chiarezza su tutta la vicenda, e nel merito organizzeremo iniziative ed incontri ai quali saranno in primo luogo tutti i cittadini noceresi che hanno il sacrosanto diritto di essere correttamente informati su quanto accade nel proprio territorio».
lunedì 8 dicembre 2008
Mario Laporta - Immagini rituali. Penitenze e tradizioni.
Scorci del Sud Italia dalla Puglia alla Campania
TATANTO - GALLERIA COMUNALE - CASTELLO ARAGONESE - Piazza Castello (74100)
dal 6 dicembre 2008 al 20 dicembre 2009
Autore delle 35 immagini sui riti religiosi dell'Italia meridionale e' Mario Laporta, 48 anni, giornalista e reporter napoletano che ha viaggiato in tutto il mondo e che, questa volta, prova a scoprire le emozioni e le motivazioni della penitenza all'inizio del secondo millennio.
patrocini: Assessorato alla Cultura del Comune di Taranto in collaborazione con l'Assessorato al Mediterraneo - Regione Puglia.
TATANTO - GALLERIA COMUNALE - CASTELLO ARAGONESE - Piazza Castello (74100)
dal 6 dicembre 2008 al 20 dicembre 2009
Autore delle 35 immagini sui riti religiosi dell'Italia meridionale e' Mario Laporta, 48 anni, giornalista e reporter napoletano che ha viaggiato in tutto il mondo e che, questa volta, prova a scoprire le emozioni e le motivazioni della penitenza all'inizio del secondo millennio.
patrocini: Assessorato alla Cultura del Comune di Taranto in collaborazione con l'Assessorato al Mediterraneo - Regione Puglia.
La mostra fotografica, promossa dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Taranto in collaborazione con l'Assessorato al Mediterraneo - Regione Puglia, esplora le Tradizioni, le Passioni e le Penitenze che, nel Sud Italia, si manifestano nei giorni dedicati ai grandi eventi di Fede, puntualmente ogni anno o, in alcuni casi, cadenzati in anni diversi. Taranto costituisce il punto di partenza di un percorso itinerante che, come indica il sottotitolo, parte da Taranto, città nota per le processioni dell'-Addolorata- e dei -Misteri-e prevede altre tappe. Le 35 immagini ritraggono, oltre i riti della Settimana Santa a Taranto, quelli della pugliese Martina Franca, delle calabresi Verbicaro e Nocera Terinese, delle campane, Procida, Sorrento, Santa Anastasia. -Tra i protagonisti e il rito esiste un legame muto che non deve essere coperto da altri suoni. Noi possiamo solo registrali per immagini, con il dovere di non intervenire mai in essi, sforzandoci di non stravolgerne il senso''- spiega Laporta. - -Lo sforzo di queste immagini e' far si che certi gesti rimangano cosi' come da centinaia di anni si ripropongono, sperando che non cambi lo spirito con il quale i protagonisti, siano essi Battenti, Penitenti, Portatori, Figuranti, affrontano, sentono e vivono il rito.-. Mario Laporta lavora come fotoreporter da 25 anni collaborando con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato, con le immagini, Albania, Nicaragua, Palestina, Irak, Libano, Israele, Afghanistan, Kosovo lavorando per agenzie prestigiose come la REUTERS. Ha fondato con Valeria Tondi l'agenzia CONTROLUCE. Da cinque anni e' fotografo e coordinatore per il sud Italia per A.F.P. E' dal 2007 docente a contratto presso all'Accademia Belle Arti di Napoli.
lunedì 1 dicembre 2008
Spunta tomba con scheletro durante i lavori sull’autostrada
Spunta tomba con scheletro durante i lavori sull’autostrada
Scritto da Raffaele Spada - Il Quotidiano della Calabria 30/11/2008
NOCERA TERINESE - Grande clamore tra i cittadini per i ritrovamenti archeologici.
Una tomba con dentro lo scheletro, senza cranio, forse un guerriero decapitato e un grosso medaglione insieme ad altri reperti archeologici sarebbero stati rinvenuti in località Timpa delle Vigne, nei pressi del fiumeGrande e del torrente Sciabica, dove a cura dell'Anas si stanno svolgendo i lavori di ammodernamento
del macrolotto 4b sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, presso lo svincolo di Falerna, da parte della ditta
Pizzarotti di Parma, insieme alla Cossi Costruzioni e la Sogelma.
Il tracciato da ammodernare interessa i comuni di Altilia Grimaldi e Aiello Calabro, nella provincia di Cosenza, e di Martirano Lombardo, San Mango D'Aquino, Nocera Terinese e Falerna, nella provincia di Catanzaro. I lavori, che prevedono la realizzazione di due corsie di marcia per carreggiata, da 3,75 metri
ciascuna, e di una corsia di emergenza di 3 metri, interessano parti in viadotti e parti in galleria.
Proprio a ridosso di una di queste gallerie, sembra 7 o 8 giorni fa, secondo indiscrezioni trapelate solo ora, ci sarebbe stato il ritrovamento che potrebbe riaprire il largo dibattito sulle origini della città di Terina, e sulla questione della localizzazione delle antiche città magnogreche, come evidenziate nella ricerca
“Terina, Temesa, Nucria, ieri, oggi, domani” del nocerese Adriano Macchione.
Unritrovamento di grande rilievo, se veritiero, perchè lo scheletro senza teschio potrebbe avere qualche significato, che si trattasse non di un personaggio qualsiasi ma diqualcunosconfitto e oltraggiato oltre la morte con la decapitazione, e poi con un medaglione (altri dicono cinturone).
Oltre allo scheletro, nei pressi del fiume Grande in una zona che nel libro di Macchione è descritta come di grande importanza storica, pare siano affiorati una statuetta emolti altri reperti che si dice siano conservati in una baracca (?) allestita nei pressi del cantiere con la sicurezza equivalente a zero. Altre voci, invece, affermano che i reperti siano stati trasferiti in diverse località o Reggio Calabria o Cosenza. Ma su tutto ciò c'è un riserbo totale da parte delle autorità.
Forse si teme che possano rimanere bloccati i lavori di ammodernamento della autostrada, in un punto nevralgico della circolazione stradale Nord-Sud.
Insomma tra i cittadini si fanno largo tante domande senza risposta: dove sono finiti i reperti? E se sono finiti in un posto anziché in un altro, perché questa destinazione? Si parla infatti del Museo di Reggio per lo scheletro.
Una tomba con dentro lo scheletro, senza cranio, forse un guerriero decapitato e un grosso medaglione insieme ad altri reperti archeologici sarebbero stati rinvenuti in località Timpa delle Vigne, nei pressi del fiumeGrande e del torrente Sciabica, dove a cura dell'Anas si stanno svolgendo i lavori di ammodernamento
del macrolotto 4b sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, presso lo svincolo di Falerna, da parte della ditta
Pizzarotti di Parma, insieme alla Cossi Costruzioni e la Sogelma.
Il tracciato da ammodernare interessa i comuni di Altilia Grimaldi e Aiello Calabro, nella provincia di Cosenza, e di Martirano Lombardo, San Mango D'Aquino, Nocera Terinese e Falerna, nella provincia di Catanzaro. I lavori, che prevedono la realizzazione di due corsie di marcia per carreggiata, da 3,75 metri
ciascuna, e di una corsia di emergenza di 3 metri, interessano parti in viadotti e parti in galleria.
Proprio a ridosso di una di queste gallerie, sembra 7 o 8 giorni fa, secondo indiscrezioni trapelate solo ora, ci sarebbe stato il ritrovamento che potrebbe riaprire il largo dibattito sulle origini della città di Terina, e sulla questione della localizzazione delle antiche città magnogreche, come evidenziate nella ricerca
“Terina, Temesa, Nucria, ieri, oggi, domani” del nocerese Adriano Macchione.
Unritrovamento di grande rilievo, se veritiero, perchè lo scheletro senza teschio potrebbe avere qualche significato, che si trattasse non di un personaggio qualsiasi ma diqualcunosconfitto e oltraggiato oltre la morte con la decapitazione, e poi con un medaglione (altri dicono cinturone).
Oltre allo scheletro, nei pressi del fiume Grande in una zona che nel libro di Macchione è descritta come di grande importanza storica, pare siano affiorati una statuetta emolti altri reperti che si dice siano conservati in una baracca (?) allestita nei pressi del cantiere con la sicurezza equivalente a zero. Altre voci, invece, affermano che i reperti siano stati trasferiti in diverse località o Reggio Calabria o Cosenza. Ma su tutto ciò c'è un riserbo totale da parte delle autorità.
Forse si teme che possano rimanere bloccati i lavori di ammodernamento della autostrada, in un punto nevralgico della circolazione stradale Nord-Sud.
Insomma tra i cittadini si fanno largo tante domande senza risposta: dove sono finiti i reperti? E se sono finiti in un posto anziché in un altro, perché questa destinazione? Si parla infatti del Museo di Reggio per lo scheletro.
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