Da il Quotidiano della Calabria di Domenica 14 Settembre 2008
Nocera Terinese. Donati i suoi organi. Ricordato per la generosità e la passione per la musica
L’ultimo saluto a Francesco
I funerali del giovane deceduto dopo un incidente
di SILVIA IACHETTA
NOCERA TERINESE - Nocera piange il suo amato Francesco.
Lo fa in silenzio, accompagnandolo da via Santa Caterina fino alla chiesa San Giovanni Battista. Sono i suoi più cari amici che lo portano in spalla. Un piccolo segno di riconoscimento per tutto quello che Francesco Macchione ha fatto per loro. Indossano una maglia bianca, segno di purezza, ma anche di luce, di rinascita.
Perché se la vita di questo giovane ventiduenne si è spezzata in un reparto di rianimazione dell'ospedale “Pugliese” di Catanzaro, lui continuerà a vivere sempre e comunque nell'animo e nel cuore di chi ha avuto l'onore di conoscerlo.
Francesco era un ragazzo veramente speciale, lo si è potuto capire anche dall'incredibile folla di personeche è venuta a salutarlo per l'ultima volta. Cittadini di Nocera, ma anche di Falerna, di Campora San Giovanni, di tanti altri paesi limitrofi. Difficile dire quanta gente c'era, la chiesa piena, la piazza adiacente piena, ovunque c'era qualcuno a ricordare la sua umiltà. Francesco aveva un'infinità di pregi, ma soprattutto
era generoso e sempre disponibile con chiunque.
Anche in questo momento tragico, tutti quelli che lo hanno conosciuto amano ricordarlo con un sorriso sulle labbra, perché di lui non hanno che dei bei ricordi. Come la sua passione per la musica, in particolar modo per la fisarmonica. Si era laureato al Conservatorio ed era diventato un ottimo insegnante. Nessuno ha dimenticato la sua splendida esibizione durante la Notte Bianca a Nocera. Anche i suoi amici, durante la celebrazione della Santa Messa, hanno menzionato questo suo grande amore che trasmetteva anche agli altri. La musica e la Fiat 500 vecchio tipo. Questa era l'altra sua passione. Era riuscito a comprarsela due anni fa, come ha raccontato la sua dolce sorella, e ne andava fiero. Purtroppo proprio in questa macchina così piccola ha trovato la morte. Travolto da un'altra vettura, violentemente, mentre era con i suoi amici con l'intento di trascorrere una serata piacevole, spensierata.
«Ma come si può morire a 22 anni?» si chiede una sua cara amica. Già, come si può? Forse perché il Signore, come si è più volte spiegato durante la funzione religiosa, vuole con se i fiori più belli, vuole con se solo angeli, persone meravigliose come Francesco. Ma forse questo non basta come spiegazione. Non ora
che il dolore è così acuto, così lacerante, ora che la sua mancanza è così forte. Lui è stato così speciale da
aver lasciato qualcosa di se, su questa terra, anche dopo la sua assenza. Proprio la sua scomparsa hasalvato tante altre vite. I suoi occhi, infatti, continueranno ancora a vedere, parti del suo corpo continueranno a vivere in altri corpi. I genitori hanno compiuto, pur in quest'immensa sofferenza, un gestounico, profondamente ammirevole, hanno donato gli organi del loro amatissimo figlio.
Non ci sono veramente parole per descrivere la bontà di questa famiglia, che tutti descrivono comepersone umili, amabili, sempre dediti al prossimo. Non è facile sacrificare quella sorte di “egoismo” che in questi casi potrebbe nascere. Loro lo hanno fatto, per dare la possibilità ad altre famiglie di essere felici.
È lodevole il loro coraggio e il loro altruismo e dovrebbe essere da esempio a tutti. Donare gli organi non è una decisione facile da prendere, ma può salvare altre vite e potremmo ritrovarci noi un giorno ad averne bisogno.
È un atto di carità che nel forte dispiacere può dare una piccolissima gioia, quella di aver salvato più di una persona, magari altrettanto giovane come il proprio figlio. Forse sentiremo ancora Francesco suonare la sua fisarmonica, lo farà dal cielo, per allietare le serate dei suoi amici, per dare coraggio ai suoi familiari.
Sarà sempre presente a Nocera e nella sua contrada Campodorato, sarà presente nei discorsi della gente, nei loro ricordi, nei loro sorrisi.
Vivrà sempre e il suo modo di essere, così dolce e cordiale, sarà di esempio quotidianamente a tutti.
Questo è solo un arrivederci.
Nocera Terinese. Donati i suoi organi. Ricordato per la generosità e la passione per la musica
L’ultimo saluto a Francesco
I funerali del giovane deceduto dopo un incidente
di SILVIA IACHETTA
NOCERA TERINESE - Nocera piange il suo amato Francesco.
Lo fa in silenzio, accompagnandolo da via Santa Caterina fino alla chiesa San Giovanni Battista. Sono i suoi più cari amici che lo portano in spalla. Un piccolo segno di riconoscimento per tutto quello che Francesco Macchione ha fatto per loro. Indossano una maglia bianca, segno di purezza, ma anche di luce, di rinascita.
Perché se la vita di questo giovane ventiduenne si è spezzata in un reparto di rianimazione dell'ospedale “Pugliese” di Catanzaro, lui continuerà a vivere sempre e comunque nell'animo e nel cuore di chi ha avuto l'onore di conoscerlo.
Francesco era un ragazzo veramente speciale, lo si è potuto capire anche dall'incredibile folla di personeche è venuta a salutarlo per l'ultima volta. Cittadini di Nocera, ma anche di Falerna, di Campora San Giovanni, di tanti altri paesi limitrofi. Difficile dire quanta gente c'era, la chiesa piena, la piazza adiacente piena, ovunque c'era qualcuno a ricordare la sua umiltà. Francesco aveva un'infinità di pregi, ma soprattutto
era generoso e sempre disponibile con chiunque.
Anche in questo momento tragico, tutti quelli che lo hanno conosciuto amano ricordarlo con un sorriso sulle labbra, perché di lui non hanno che dei bei ricordi. Come la sua passione per la musica, in particolar modo per la fisarmonica. Si era laureato al Conservatorio ed era diventato un ottimo insegnante. Nessuno ha dimenticato la sua splendida esibizione durante la Notte Bianca a Nocera. Anche i suoi amici, durante la celebrazione della Santa Messa, hanno menzionato questo suo grande amore che trasmetteva anche agli altri. La musica e la Fiat 500 vecchio tipo. Questa era l'altra sua passione. Era riuscito a comprarsela due anni fa, come ha raccontato la sua dolce sorella, e ne andava fiero. Purtroppo proprio in questa macchina così piccola ha trovato la morte. Travolto da un'altra vettura, violentemente, mentre era con i suoi amici con l'intento di trascorrere una serata piacevole, spensierata.
«Ma come si può morire a 22 anni?» si chiede una sua cara amica. Già, come si può? Forse perché il Signore, come si è più volte spiegato durante la funzione religiosa, vuole con se i fiori più belli, vuole con se solo angeli, persone meravigliose come Francesco. Ma forse questo non basta come spiegazione. Non ora
che il dolore è così acuto, così lacerante, ora che la sua mancanza è così forte. Lui è stato così speciale da
aver lasciato qualcosa di se, su questa terra, anche dopo la sua assenza. Proprio la sua scomparsa hasalvato tante altre vite. I suoi occhi, infatti, continueranno ancora a vedere, parti del suo corpo continueranno a vivere in altri corpi. I genitori hanno compiuto, pur in quest'immensa sofferenza, un gestounico, profondamente ammirevole, hanno donato gli organi del loro amatissimo figlio.
Non ci sono veramente parole per descrivere la bontà di questa famiglia, che tutti descrivono comepersone umili, amabili, sempre dediti al prossimo. Non è facile sacrificare quella sorte di “egoismo” che in questi casi potrebbe nascere. Loro lo hanno fatto, per dare la possibilità ad altre famiglie di essere felici.
È lodevole il loro coraggio e il loro altruismo e dovrebbe essere da esempio a tutti. Donare gli organi non è una decisione facile da prendere, ma può salvare altre vite e potremmo ritrovarci noi un giorno ad averne bisogno.
È un atto di carità che nel forte dispiacere può dare una piccolissima gioia, quella di aver salvato più di una persona, magari altrettanto giovane come il proprio figlio. Forse sentiremo ancora Francesco suonare la sua fisarmonica, lo farà dal cielo, per allietare le serate dei suoi amici, per dare coraggio ai suoi familiari.
Sarà sempre presente a Nocera e nella sua contrada Campodorato, sarà presente nei discorsi della gente, nei loro ricordi, nei loro sorrisi.
Vivrà sempre e il suo modo di essere, così dolce e cordiale, sarà di esempio quotidianamente a tutti.
Questo è solo un arrivederci.